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IRAK Minsa; Uomini armati hanno fatto incursione nella notte nei quartieri sunniti di Tal Afar - città del distretto nord-occidentale di al-Wahda, non lontana dal confine con la Siria, già teatro ieri di un sanguinoso duplice attentato - uccidendo un numero ancora imprecisato di persone: almeno 50, secondo fonti della sicurezza e ospedaliere. Scarse, al momento, le informazioni disponibili: fonti ufficiali hanno riferito che i morti sarebbero tutti uomini; un medico, coperto dall’anonimato, ha detto all’agenzia ‘Reuters’ che “tutte le vittime sono state uccise con un colpo alla testa.
I cadaveri giacciono per terra – ha aggiunto - non abbiamo abbastanza spazio in ospedale”. Il bilancio del doppio attentato di ieri a Tal Afar – località a 400 chilometri da Baghdad, abitata da sciiti, sunniti e turkmeni – sarebbe intanto salito a 75 morti e 190 feriti, secondo fonti mediche. Sempre oggi due auto-bomba sono esplose vicino a un posto di controllo delle forze irachene all’esterno di una base militare americana nella località occidentale di Falluja, uccidendo almeno otto soldati; una ventina di minuti dopo, tre colpi di mortaio sono stati lanciati contro la base statunitense, ferendo tre civili.
Intanto negli Stati Uniti, con 50 voti favorevoli e 48 contrari, il Senato si è espresso ieri a favore dell’inizio del ritiro delle truppe dall’Iraq nel marzo 2008; già nei giorni scorsi, la Camera aveva varato un testo che indicava l'obbligo di avere le truppe a casa entro il settembre 2008. Per il capo della maggioranza al Senato, il democratico Henry Reid, il voto è “un messaggio al presidente che è arrivato il momento di indicare un nuovo cammino in questa guerra ingestibile”; George W. Bush ha preannunciato che metterà il veto a qualsiasi iniziativa del Congresso per porre una scadenza alla presenza militare in Iraq. [FB]
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